A tua disposizione hai un arcobaleno di colori che tingono la vita, gli oggetti, gli abiti e perfino gli umori in mille sfumature differenti ogni giorno. Eppure, anche se può sembrare strano, le migliaia di tonalità che ogni giorno vedi attorno a te, nascono da una serie di colori ben precisi, che si chiamano colori primari.

I colori, infatti, si dividono in primari e complementari e si distinguono tra loro perché i primi sono i toni basilari da cui, combinandoli assieme, derivano tutte le sfaccettature cromatiche a cui siamo abituati.

Colori primari, quali sono

I colori primari sono “soltanto” tre, ovvero il giallo, il rosso e il blu.

Vengono definiti primari proprio perché non nascono dalla combinazione tra altri colori, ma sono i colori principali, quelli da cui, al contrario, derivano tutti gli altri. C’è chi sostiene che anche il nero vada considerato un colore primario, ma se ti chiedessi quali colori derivano dal nero, cosa mi risponderesti?

In ogni caso, per non creare troppa confusione, sono state individuate due differenti classificazioni dei colori primari, una più tradizionale che è contrassegnata dalla sigla CMY e l’altra meno convenzionale, che include anche il nero e che si sintetizza nell’acronimo CMYK.

Tuttavia, sia che consideriamo 3 colori primari, sia che ne consideriamo 4, da questi derivano tutti gli altri colori. Aggiungiamo anche che il blu è nella tonalità chiamata ciano e il rosso è nella tonalità chiamata comunemente magenta.

Colori secondari, quali sono

Si chiamano invece colori secondari quelli che nascono dalla combinazione in parti identiche dei colori primari e si tratta dell’arancione, del verde e del viola. In particolare, l’arancione nasce dalla combinazione del rosso e del giallo, il viola dalla combinazione del rosso e del blu e infine, il verde dalla combinazione del blu e del giallo. Il marrone invece è il colore che si ottiene combinando in parti uguali tutti e tre i colori primari, giallo, rosso e blu.

Colori terziari, quali sono

Vengono invece definiti colori terziari quelli generati sempre dalla combinazione di due colori primari ma non in parti identiche.

Facciamo un esempio: Se mischio il giallo e il rosso in parti non uguali, posso ottenere un’infinità di aranci più o meno tendenti al giallo o al rosso, a seconda della tonalità prevalente, che saranno tutti classificati come terziari.

Colori complementari, come si ottengono

colori complementari

Arriviamo ora ai cosiddetti colori complementari, ovvero quelli ottenuti combinando tra loro i colori primari e i colori secondari. In questo modo otteniamo tre coppie di colori, definiti appunto complementari.

Facciamo qualche esempio, se uniamo il rosso con il blu otteniamo il viola che viene considerato il colore complementare del giallo; se uniamo il giallo con il blu otteniamo il colore secondario verde, che è complementare rispetto al rosso (ovvero al mancante nella combinazione tra colori primari che generano il verde), se uniamo il giallo con il rosso otteniamo l’arancio, che sarà complementare con il blu.

Colori ral per pareti quali scegliere

Per essere sicuro di scegliere il colore adatto ad ogni nostra parete di casa, puoi affidarti alla scelta dei vasti colori esistenti in commercio. Essi vengono definiti secondo la classificazione ral, che è un sistema di codifica standard, con codice numerico, sui colori di verniciatura per pareti.

Visto che la digitalizzazione porta alla snaturazione dei colori sono stati creati dei campioni codificati che il fornitore di vernice ti proporrà. In questo modo avrai sempre il colore che sceglierai senza il rischio di sbagliare tonalità.

Il sistema ral presenta vari stili visivi: il classico, il design, l’effect, e infine il plastics. Ogni colore possiede un codice numerico che identifica ogni singola tonalità di colore.

La scelta dei colori

la scelta dei colori

Quando decidi di pitturare i muri della tua casa internamente, vai nei negozi dei colorifici per valutare quali colori siano adatti per ogni stanza e loro ti presenteranno una gamma di infiniti colori. C’è anche la possibilità di farti realizzare il colore del tuo vestito preferito.

Si hai capito bene, in alcuni colorifici, se gli si porta un pezzo di stoffa loro da lì ricreano il colore uguale. Una volta stabilite le pitture che vuoi adottare non resta che iniziare a pitture le tue pareti. Se sei in grado lo puoi fare tu con la giusta attrezzatura, altrimenti chiami l’imbianchino o il decoratore di interni.

Per la scelta dei colori li sceglierei in base alle stanze che sono da pitturare, per esempio per la cameretta dei bambini dovrai scegliere colori adatti ai bambini, sfumature di rosa per le femminucce e sfumature di azzurro per i maschietti e perché no, l’aggiunta di qualche brillantino per la stanza delle bimbe e per i bimbi qualche decorazione adesiva.

Se invece si tratta del bagno potrai stabilire una pittura che rispecchia i mobili che hai scelto per arredarlo. Per la cucina opterei per una tinta bianca per dare luminosità e brillantezza. La pittura della stanza del salotto dipende dai mobili che hai, se sono classici adotterei una vernice tenue e chiara, se sono moderni ti puoi sbizzarrire con la fantasia e i colori; magari potresti optare per un grigio topo con dei brillantini per dare risalto al muro dietro il televisore, oppure delle pareti con colori diversi, addirittura potresti azzardare un colore chiaro e poi con l’effetto spugnato passare un colore scuro.

Anche in camera da letto, in base all’età della tua età, puoi scegliere dei colori caldi o freddi, dei colori vivaci o tenui, dei colori passionali e non. Insomma puoi disporre di molteplici colori, sfumature e tecniche per poter spaziare con gusto e fantasia.

Conclusione

Non ti resta che armarti di nylon per coprire i mobili, sistemarli al centro della stanza per aver più spazio per pitturare i muri. Puoi preparare la vernice dandole una mescolata con un bastoncino di legno, passare della carta vetrata per levigare eventuali impurità dei muri o togliere residui di tinteggiature precedentemente date.

Procurati un rullo adatto alla verniciatura e infine un bastone da attaccare al rullo come prolunga per il soffitto. All’interno del secchio della vernice poni una griglia per passare il rullo e togliere la vernice in eccesso, oppure compra già i rulli adatti che si riempiono internamente di vernice impedendone la fuoriuscita.

Ora hai tutto l’occorrente per poter iniziare il lavoro. Se per caso avessi intenzione di fare una parete con i brillanti, essi andranno inseriti all’interno del secchio della vernice; se invece vuoi ottenere un effetto spugnato o spatolato, basterà avere una spugna tipo quella dei piatti o quella che si usa per lavare l’auto, mentre per l’effetto spatolato dovrai utilizzare una spatola triangolare di metallo o plastica.

Ora non ti resta che iniziare a pitturare le tue pareti a tuo gusto e piacimento. Volendo, una volta asciutta accuratamente la vernice passata, potrai arricchire la parete con degli stencil da muro o addobbi floreali o gingilli da appendere, insomma quello che più ti piace.

Commenti

comments